"va tutto bene....
e penso sempre lo stesso,
mi affogherei"
è da ieri che i segni si rincorrono.
Io ho sempre creduto nei segni .
Fai una domanda (ti fai una domanda) e poi arriva la risposta sotto forma di segno.
Suor Maria mi diceva che è così che è diventata suora.
Sua mamma e morta e lei parlava con Dio.
Faceva una domanda e arrivava un segno.
Ho fatto materna/elementari/medie cullata alle verità di Suor Maria (che mi voleva bene prima che diventassi poco praticante) che mi ha insegnato a fare domande e a attendermi segni.
Che arrivano sempre.
Una volta li ascoltavo.
Ora no.
Non ne ho voglia.
La curiosità del voler vedere come va a finire, (che tanto poi va a finire che affogo) è più forte dei segni.
Però ieri una mezza tedesca/mezza inglese (lei ci tiene a precisarlo) a cui ho parlato in tremesidieciminuti, mi ha dato la risposta esatta alla domanda che avevo posto in Rua Raimondo.
Domanda.
Vo para casa.
Risposta.
Lei ha fatto un passo in più verso il paradiso e mi ha portato un passo indietro verso la strada del cinismo.
Ma sono già tra le sue braccia (del cinismo intendo).
Vorrei, vorrei resistere, credere nei segni, credere che il mondo è buono, aspettarmi sempre qualcosa, guardare il mondo con i miei occhi blu pieni di fiducia negli altri.
Ma não agüento.
Ma per essere pratici (che noia la praticità) resta il fatto che sono al momento fatale. Il momento delle grandi scelte, il momento del grande studio perchè è adesso che devo decidere cosa fare per il futuro e consumarmi sull'obiettivo.Adesso.
Quindi in realtà di cose da pensare ne ho anche troppe, senza spendere neuroni sul cinismo, sulle mezze tedesche e sui segni.
"Oggi la maggioranza della gente muore
di un deprimente buon senso scoprendo,
quando è troppo tardi,
che l'unica cosa di cui non ci si pente mai
sono i propri errori"
(O. Wilde)